martedì 4 settembre 2012

La X sulla mappa

I romanzi di avventura sono i miei preferiti. Mi piace un sacco la descrizione delle battaglie e dei luoghi esotici, la presenza di stratagemmi incredibili e di segreti inconfessabili... Per non parlare dei nemici doppiogiochisti e dei personaggi pronti a rischiare la vita per conoscere la verità o per salvare qualcuno... 
Emilio Salgari è stato senza dubbio un grandissimo autore di romanzi d'avventura, famoso soprattutto per aver creato il personaggio di Sandokan e per aver scritto il Ciclo dei pirati della Malesia (undici libri) e il Ciclo dei corsari delle Antille (cinque libri). 
Ma c'è un altro scrittore, contemporaneo a Salgari, che ammiro molto: Robert Louis Stevenson. Autore di molti capolavori, fra cui  L'isola del tesoro, uno dei più famosi romanzi per ragazzi di sempre.
Il libro narra la straordinaria avventura di Jim Hawkins, un giovane ragazzo figlio di locandieri, che trova la mappa di un tesoro nella valigia di un capitano ospite della locanda e, dopo la sua morte improvvisa, decide di recuperarlo. Ovviamente l'impresa non sarà facile. Il tesoro in questione è quello del grande capitano Flint e sono in molti a desiderarlo, in particolare Long John Silver, uno dei vecchi soci di Flint. Aiutato dal Dottor Livesey e dall'armatore Trelawney, Jim si mette alla ricerca del tesoro. Quello che non si aspetta, è che fra i marinai scelti per accompagnarlo ci siano proprio alcuni ex-compari di Flint, compreso Silver, che si propone come cuoco di bordo. L'avventura vera e propria comincia una volta arrivati sull'isola del tesoro, dove si susseguono ammutinamenti, battaglie (l'assalto al fortino) e incontri inaspettati.
Il personaggio che preferisco è proprio Silver, perchè rispecchia esattamente lo stereotipo del pirata: gamba di legno, ottimo marinaio, coraggioso e in possesso di un pappagallo chiamato Capitano Flint. 
La storia è molto divertente, scorrevole e poi c'è la famosissima canzone dei pirati:

"Quindici uomini sulla cassa del morto, yo-ho-ho! E una bottiglia di rum! Il vino e il diavolo hanno fatto il resto, yo-ho-ho! E una bottiglia di rum!"

lunedì 3 settembre 2012

Non arrendersi mai

Alla domenica guardo raramente la televisione, a meno che non ci sia qualche partita (di basket o tennis) che non posso proprio perdere. Ieri stavo facendo zapping qua e là quando mi sono imbattutto nel film La mia fedele compagna. La prima scena che ho visto è stata un uomo in macchina che abbaiava e piangeva, guardando la sua immagine nello specchietto retrovisore. Mi sono incuriosito. Dopo alcuni minuti ho appreso dai dialoghi che il protagonista era affetto dalla sindrome di Tourette, ovvero:

un disordine neurologico ad esordio nell'infanzia, caratterizzato dalla presenza di tic motori e fonatori incostanti, talvolta fugaci, altre volte cronici, la cui gravità può variare da estremamente lievi a invalidanti. (fonte: wikipedia)

Mi è venuto in mente che avevo già visto questa patologia nel telefilm Ally McBeal, perchè uno dei personaggi secondari ne era affetto. Nel film di ieri la sindrome di Tourette era la protagonista. Brad Cohen scopre da bambino e solo grazie all'attenzione della madre di essere malato. Questa condizione lo porta ad avere problemi ovunque, compresa la scuola (dove viene considerato indisciplinato) e a casa, soprattutto con il padre. Crescendo la situazione non migliora, fino a quando Brad non incontra un preside di una scuola che accenderà in lui l'amore per l'insegnamento. In quel momento Brad decide di non arrendersi e di diventare l'insegnante che non ha mai avuto. Dopo essere stato rifiutato da ventiquattro scuole, viene assunto con un contratto di un anno dalla scuola elementare di Mountain View Cobb County, in Georgia. Ben presto le sue doti emergono e gli permettono di vincere il premio, per lo stato della Georgia, di Maestro dell'Anno per la prima elementare. Durante il discorso preparato in occasione della premiazione, Brad esprime la sua gratitudine nei confronti della Tourette, perchè lo ha spinto a migliorare, a superare i suoi limiti e a non lasciarsi abbattere. Riuscendo anche a trovare una fidanzata.  
Questo film è bellissimo. La disperazione di Brad è palpabile, così come la sua determinazione e caparbietà. Magari alcuni penseranno che sia la solita commediola sdolcinata, dove alla fine tutto si aggiusta, in nome del sacro lieto fine. Ma non è così. Questo film è tratto da una storia vera. Esiste davvero un Brad Cohen, che nonostate la sindrome di Tourette è riuscito a coronare il sogno di diventare insegnante. E continua ancora oggi. Circondato da tantissime persone, in particolare da sua moglie e dal figlio che hanno avuto insieme.

domenica 2 settembre 2012

Una vittoria tira l'altra

Mercoledì sono iniziate le Paralimpiadi. Anche se questa manifestazione riceve meno attenzione rispetto a quella principale, gli atleti in gara riescono a dare il meglio, perchè gareggiano al 100% in nome dello sport. In alcuni casi realizzano delle vere e proprie imprese, stabilendo record del mondo e riuscendo a vincere medaglie in discipline in cui gli atleti delle Olimpiadi per normodotati non hanno vinto niente. 
La protagonista di questi giorni è Cecilia Camellini, originaria di Modena e vincitrice di due medaglie d'oro, nei 100 e nei 50 metri stile libero (categoria S11). In entrambi i casi ha stabilito il nuovo record del mondo: 1'07"29 e 30"94. 
Federico Morlacchi aveva aperto le danze il primo giorno vincendo la medaglia di bronzo nei 100 metri farfalla (categoria S9), poi la vittoria dell'argento da parte di Oxana Corso nei 200 metri (categoria T35) e poche ore fa un altro argento nel tennis da tavolo vinto da Pamela Pezzutto. Quindi, già cinque medaglie e siamo solo all'inizio... Oggi ci sono altre gare in cui l'Italia può fare molto bene. Forza azzurri!
A pechino l'Italia aveva vinto diciotto medaglie: quattro ori, sette argenti e sette bronzi...

P.s. Secondo voi, è giusto tenere separate Olimpiadi e Paralimpiadi o si potrebbe studiare un modo per disputarle nello stesso periodo?

sabato 1 settembre 2012

Intermezzo

Ho pochissimo tempo. Oggi ho lavorato tutto il giorno e tra poco devo uscire. Volevo scrivere un post sul blues, ma non mi è possibile. Per rimanere in tema jazz posto un video tratto da un famosissimo film (che riconoscerete subito). Il titolo della canzone è Minnie the Moocher, interpretata da Cab Calloway. Questo pezzo è famoso per la capacità di improvvisazione in stile scat di Calloway. Lo scat è un modo di cantare che prevede l'imitazione di strumenti musicali con la voce. Non ci sono parole, ma solo suoni senza senso molto divertenti, usati in chiave ritmica e melodica. Per questo motivo, lo scat è presente soprattutto in brani veloci e allegri. La leggenda (poi smentita) vuole che sia Louis Armstrong l'inventore dello scat e che l'idea gli sia venuta mentre registrava un pezzo. Non ricordandosi le parole del testo (o forse perchè gli era caduto), Armstrong cominciò a cantare "a caso". Anche Ella Fitzgerald è stata una grande interprete di questo genere jazz.

Cab Calloway - Minnie the Moocher