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venerdì 21 dicembre 2012

Menù natalizio

Le parole chiave del Natale sono: famiglia, regali e cibo. Tanto cibo. Per prepararmi al meglio a quello che mi aspetta, in questi giorni sto seguendo una dieta moderata. Niente pandoro o cose simili. Ma dal 25 in poi non avrò limiti: pranzo e cena di Natale, serate con gli amici, cinema (che significa pop corn), cenone di capodanno e così via. Meno male che il panettone non mi piace, così rinuncio a qualcosa. Mi rifarò con il pandoro: semplice o ripieno di cioccolato. Entrambi affogati nello zucchero e buoni anche con il caffellatte. Esiste anche quello ricoperto completamente di cioccolato con il profiterole in cima. Ovviamente non mangerò solo i tipici dolci natalizi. Non dimentichiamo gli antipasti (in particolare le tartine), i primi, i secondi, i vini dolci, lo spumante...
Purtroppo durante le vacanze di Natale non posso giocare a basket, perché le palestre sono chiuse. Tuttavia, per mantenere quasi stabile il mio peso, potrei fare (forse) un po' di cyclette o delle lunghe passeggiate all'aria aperta, se c'è il sole. Sono tutte attività salutari che stuzzicano l'appetito... Ho già capito, sono fregato...

venerdì 14 dicembre 2012

Piano d'azione


In passato ho sperimentato l'esaltante emozione di comprare i regali all'ultimo minuto. La scarica di adrenalina è stata così forte che ho deciso di non ripetere l'esperienza. Quindi, anche quest'anno sono già a buon punto, mi mancano solo due o tre cose e poi avrò finito. Fortunatamente so già dove trovare gli ultimi regali e non devo neanche andare troppo lontano. Questo è un bene considerando che il meteo non aiuta gli spostamenti. Sta nevicando anche adesso e ogni volta che prendo la macchina devo aspettare dieci minuti prima che si sciolga il ghiaccio sul parabrezza, oppure uso un prodotto creato apposta per i casi estremi.
Dopo aver ultimato gli acquisti natalizi, mi piace girare per i negozi senza dover fare la fila alla cassa, guardando solo le cose che mi interessano. Di solito mi dedico a questa attività proprio il 23 e il 24 dicembre, quando ci sono centinaia di persone che corrono, mentre io mi rilasso consapevole di essere già a posto. Tuttavia, ho imparato che questa sicurezza può rivelarsi inappropriata. Infatti, c'è il rischio di vedere qualcosa di interessante e di ritrovarsi in fila alla cassa, magari il giorno della Vigilia alle 18:30 (o più tardi). Credo mi sia successo un paio di volte...

venerdì 7 dicembre 2012

Serate a teatro

Questa settimana sono stato a teatro due giorni di seguito, lunedì e martedì. E ci tornerò anche martedì prossimo, quindi tre volte in sette giorni. Un record. Ma andiamo con ordine e facciamo una premessa. Per riuscire ad avere i biglietti dello spettacolo di lunedì e di quello di martedì prossimo (ancora da vedere) sono stato in fila circa tre ore, in alcuni momenti anche sotto precipitazioni (pioggia) leggere ma costanti. La grande attesa era giustificata dalla presenza di Roberto Bolle, che si è esibito lunedì, all'interno di un evento dedicato alla danza. Era la seconda volta, credo, che assistevo a un balletto e non è stato male. Lo spettacolo è durato circa un'ora e mezza ed era diviso in otto brevi balli, soprattutto passo a due, classici e moderni. Ovviamente Bolle è apparso solo alla fine per mantenere vivo l'interesse del pubblico: 99% donne e 1% (io) uomini. No dai, c'erano anche altri uomini, forse parenti dei ballerini che si esibivano...
Martedì, invece, ho visto Un tram chiamato Desiderio. Non so per quale motivo, ma nella mia mente questo doveva essere uno spettacolo divertente. In realtà c'è poco da ridere. La storia si svolge nella New Orleans degli anni '40 e tutto ruota intorno a Blanche DuBois e alla sua pazzia. Blanche va a trovare la sorella Stella, sposata con il rude Stanley. A poco a poco emerge la natura instabile della protagonista, costretta a subire angherie e pressioni dal marito della sorella. Viene rivelato anche il passato di Blanche e i motivi che l'hanno spinta (o costretta) a trasferirsi a casa di Stella. In un crescendo di tensione, Blanche finisce con l'essere travolta dalla pazzia e viene ricoverata in manicomio. Ci sono scene molto forti e drammatiche, però vale la pena di vederlo, se ne avete l'occasione.
Infine, martedì prossimo mi aspetta la Suite dalla Bella addormentata, con il Balletto dell'Opera di Kiev. Sicuramente sarà un bello spettacolo e questa volta conosco già la storia...

venerdì 30 novembre 2012

Mangiare davanti alla TV

Questa settimana sono finite le stagioni correnti di due telefilm: Criminal Minds e The Mentalist. La prima martedì e la seconda ieri sera. Eventi come questi meritano di essere celebrati con tutti gli onori, ovvero mangiando patatine, salatini, popcorn e simili. Non dimentichiamo che l'operazione deve avere la stessa durata del telefilm (circa due ore) e non è facile, occorrono anni di esperienza e una grande capacità di razionare i viveri. 
Martedì ho deciso di non esagerare e ho mangiato solo un sacchetto (ma piccolo) di popcorn. Ieri sera le cose si sono svolte diversamente. A cena avevo già mangiato un po' di pane e marmellata, perchè avevo deciso di guardare il finale di The Mentalist senza sgranocchiare niente. Però non ho resistito e così ho finito un sacchetto di patatine. Poi ho trovato senza volere una mini confezione di Fonzies, l'ultima rimasta. Non è bello lasciare le cose a metà, quindi ho deciso di fare piazza pulita. 
Devo ammettere che mi capita di mangiare queste cose anche se gli episodi che sto guardando non sono gli ultimi, ma se sono gli ultimi posso esagerare un po'...

venerdì 23 novembre 2012

Trottola umana

Questa mattina mio padre ha portato una delle nostre due macchine dall'elettrauto, perchè aveva qualche problema in fase di accensione. Dato che non sapevamo quanto tempo ci sarebbe voluto per la riparazione, poco dopo sono partito per riportarlo a casa. Appena abbiamo varcato la soglia di casa l'elettrauto ha chiamato perchè la macchina era pronta. Così siamo ripartiti. Ho lasciato mio padre là e sono tornato a casa. Quando sono sceso dalla macchina ho preso le chiavi per aprire la porta e mi sono accorto che avevo anche un altro mazzo di chiavi... Sono risalito in macchina per tornare dall'elettrauto e dare le chiavi a mio padre, perchè in mezzo c'erano anche quelle della macchina che era in riparazione. Ma mio padre era sparito. Quando l'ho chiamato gli ho chiesto dov'era e mi ha detto che stava facendo la spesa. Nella fretta non mi ero accorto che mio padre aveva sfilato solo la chiave della macchina, mentre il mazzo era rimasto a me...
Adesso vado a mangiare perchè tutto questo movimento mi ha fatto venire una fame pazzesca...

venerdì 16 novembre 2012

Controllo del tempo

Il mio rapporto con il tempo è conflittuale. Quando ero alle superiori, e non riuscivo proprio ad ascoltare la lezione, puntavo l'orologio un quarto d'ora indietro, così quando guardavo che ora era, sapevo che mancava meno tempo alla fine. Una sorta di automotivazione. Se le lancette segnavano le undici e un quarto, in realtà erano le undici e mezza. Un grande sollievo... All'università le cose sono cambiate. Le lezioni non erano obbligatorie, quindi potevo uscire quando volevo. Il tempo non era un problema. Tuttavia, per un certo periodo ho sviluppato una strana abitudine: il quarto d'ora accademico del periodo universitario. Quando uscivo con i miei amici ero (quasi) sempre in ritardo di quindici minuti. Nè più nè meno. Però, sono sempre arrivato puntuale agli esami. E adesso, quando lavoro, non arrivo mai in ritardo. Quindi, si può dire che dal punto di vista professionale sono affidabile. Qualche volta mi capita ancora di essere in ritardo, ma a chi non succede? A sostegno della mia tesi riporto sotto due aforismi.

La puntualità è la virtù di chi si annoia  (Evelyn Waugh)
La puntualità è il ladro del tempo (Oscar Wilde)  

venerdì 9 novembre 2012

Altri quattro anni

La notizia della settimana è la riconferma di Obama come presidente degli Stati Uniti d'America. Sinceramente ero abbastanza sicuro che avrebbe vinto. Ancora una volta la sua campagna elettorale è stata molto efficace e il popolo americano gli ha affidato nuovamente il futuro dell'America. Ma la vera sfida comincia adesso. I problemi principali per gli Stati Uniti sono il debito pubblico, le tasse, l'immigrazione e la questione del servizio sanitario nazionale. C'è molto lavoro da fare, ma Obama sembra pronto, quindi mi aspetto buoni risultati, anche perché non avrà una terza possibilità. 
Detto questo, l'America rimane un paese straordinario. Il patriottismo,  l'orgoglio di essere americani, il senso di appartenenza nei confronti del loro paese. Gli americani riescono sempre a rialzarsi, a combattere contro le difficoltà. Tutti questi valori erano presenti nel discorso che Obama ha fatto dopo essere stato rieletto. In poche parole ha ricordato l'importanza della speranza, delle fede e del duro lavoro, che sono fondamentali per riuscire a realizzare i sogni di ogni americano. Collaborando e lavorando insieme è possibile raggiungere ogni risultato. Ovviamente, anche gli Stati Uniti hanno i loro difetti. Però i lati positivi superano, a mio parere, quelli negativi. Adesso il destino dell'America è nelle mani di Obama. Quattro anni fa il suo slogan era  "Yes, we can". Presto vedremo se saprà gestire la situazione attuale, rispettando le sue promesse e prestando fede al suo nuovo motto: “The best is yet to come”.

venerdì 2 novembre 2012

Peccato non avere una Harley

Da alcuni anni Halloween si festeggia anche in Italia. Ogni occasione è buona per divertirsi. Però i miei amici e io siamo un po' troppo grandi per fare dolcetto o scherzetto, così abbiamo trascorso la serata diversamente. Il modo migliore per festeggiare è fare una bella cena con gli amici, a casa di qualcuno che ha abbastanza spazio per riunire il gruppo. Tuttavia, questa volta abbiamo deciso di mangiare fuori e siamo andati all'America Graffiti. Un locale in stile americano anni '50! Sembra di essere dentro a una puntata di Happy Days. Il menù è molto vario e prevede i classici hamburger, ma anche piatti tex-mex, tanti contorni e un sacco di insalate abbinate a carni bianche e rosse. Dato che ero lì ne ho approfittato e ho preso del pollo fritto, patatine, fagioli alla Bud Spencer e una fetta di torta fatta con gli oreo. Se fosse per me mangerei lì tutte le settimane, anche perchè si spende poco e il cibo è molto buono.
Quando sono andato a pagare, ho sentito un uomo e una donna parlare della possibilità di diventare socio del locale. In questo modo si può mangiare fino a scoppiare, pagando una quota fissa. Probabilmente, hanno percepito la mia estrema attenzione, così si sono girati verso di me. A quel punto ho chiesto come fare per ottenere tale privilegio. La signora mi ha domandato se avevo una Harley, che è il requisito necessario per acquisire lo status di socio, e io ho risposto che forse potevo procurarmi un modellino... In quel momento si è infranto un sogno. Nonostante questa cocente delusione, la serata è stata un successo. Grande musica, un po' di gente mascherata, una mangiata storica e ottimi amici con cui divertirsi. Ripetiamo il tutto il prima possibile.



venerdì 26 ottobre 2012

Rimpatriata abituale

Mercoledì sera sono uscito a cena con i miei compagni di classe delle superiori. O per essere più precisi, solo con i maschi. Sono molto fortunato perchè la nostra amicizia è rimasta la stessa anche dopo tanti anni. Ogni due o tre mesi ceniamo insieme, a casa di uno di noi o in qualche locale/ristorante. L'altra sera siamo andati a mangiare in un ristorante argentino. C'ero già stato un'altra volta. Si mangia molto bene. Per prima cosa abbiamo ordinato dei tacos, che sono come delle piadine. Il bello è che te le prepari da solo: puoi usare le varie salse, i fagioli e la carne. Sono molto buoni. Finiti (velocemente) i tacos, ognuno di noi ha ordinato un piatto unico. Non mi ricordo come si chiamava quello che ho preso io, però c'era una bistecca di filetto, un uovo all'occhio di bue, delle patatine fritte, una banana fritta e del riso. E poi il dolce. Una fetta di torta che sembrava un incrocio tra un pandoro e una torta paradiso. La mangerei anche adesso...
Comunque, a parte il menù, è la compagnia a fare la differenza. Quando noi amici ci ritroviamo è sempre una festa. Davvero non importa dove siamo. Mi sembra di avere ancora diciotto anni e credo sarà sempre così. A volte ci vediamo per caso in giro e ci fermiamo sempre a dire delle cavolate o cose del genere. Due di loro sono collezionisti di fumetti come me e quindi capita di incontrarsi anche nella nostra fumetteria di fiducia. 
Per continuare la nostra tradizione abbiamo già deciso che faremo una cena durante il periodo natalizio. Forse andremo in una bruschetteria che conosco, vedremo... Ma sicuramente ci divertiremo.

venerdì 19 ottobre 2012

Nuovi traguardi

Nel corso degli anni ho maturato questo pensiero: se una persona commette atti imprudenti, che sono potenzialmente pericolosi e che magari sono anche stati vietati in modo chiaro, non dobbiamo stupirci se ci sono feriti o peggio. Penso per esempio ai vari gruppi di sciatori che decidono di scendere piste dichiarate inaccessibili e che quasi sempre vengono dichiarati dispersi, con conseguente impiego di tempo e risorse per ritrovarli. O ancora tutti coloro che fanno gare clandestine in macchina e si schiantano contro un muro o un palo della luce. In questi casi mi chiedo perchè la gente fa certe cose. L'unica risposta che trovo è: mettersi alla prova, superare il proprio limite. Forse è la stessa cosa che ha pensato Felix Baumgartner, quando ha deciso di lanciarsi da un'altezza di 39 km. Il paracadutista e base jumper austriaco ha battuto in un colpo solo tre record:  
  • altezza massima raggiunta da un pallone aerostatico con equipaggio; 
  • altezza maggiore di un lancio da pallone aerostatico; 
  • velocità massima raggiunta da un uomo in caduta libera.
Non è stata una decisione presa dal nulla. Felix ha dichiarato che si è preparato sette anni prima di tentare un'impresa del genere. Quindi allenamento, dedizione e un team di scienziati. Ho sperato davvero che riuscisse a farcela, perchè mi elettrizza sapere che un record difficile da superare è stato battuto. Soprattutto quando riguarda capacità impensabili per l'uomo, come superare la velocità del suono (anche se in caduta libera). Anche Felix poteva restare gravemente ferito, perchè ha fatto qualcosa di altamente pericoloso. Ma è diverso. Il contesto, la motivazione, il traguardo che si vuole raggiungere. Quando si tenta qualcosa di mai provato prima c'è sempre un rischio elevato, perchè le incognite sono tantissime. Ma in questo caso ne vale la pena.


venerdì 12 ottobre 2012

Eventi che fanno riflettere

Nel corso di questa settimana, ho annotato alcune notizie che mi hanno colpito molto. Tralasciando la crisi economica (a volte mi chiedo come facciamo a essere membri del G8) e il mondo della politica con tutti i suoi casini, le cui conseguenze ricadono sempre su di noi, è la cronaca a lasciarmi senza parole. 
Quando l'Italia rientra nelle prime dieci posizioni di qualche classifica, solitamente è un brutto segno. Pochi giorni fa un'altra donna è stata uccisa dal marito. La centesima solo nel 2012. Sembra addirittura che l'Italia sia la settima nazione con il più alto numero di donne uccise ogni anno. Chissà cosa fanno nei paesi ai primi posti...
Il nostro paese non è perfetto, ma è impressionante constatare come sia comunque migliore di molti altri. Spesso lo diamo per scontato. Mercoledì, in Pakistan, una ragazza di 14 anni è stata vittima di un'aggressione da parte dei talebani. Le hanno sparato in testa e in una spalla. Fortunatamente è sopravvissuta. Per quale motivo tutto questo? Malala Yousufzai ha avuto il coraggio di pubblicare tutti gli abusi e le limitazioni che le donne devono subire nel suo paese. Ha difeso il diritto allo studio delle donne. Per questo motivo e per tutta l'attività che ha svolto, l'anno scorso ha ricevuto il premio nazionale per la pace dal governo di Islamabad. Contemporaneamente è stata inserita nella lista nera dei talebani. 
Chissà quando le cose cambieranno veramente. O forse cambiano così lentamente che non ce ne rendiamo conto. Il nostro mondo è meglio di così, ne sono convinto. Mi considero un inguaribile ottimista.

venerdì 5 ottobre 2012

Impeccabile

Domani si sposa una coppia di miei amici. Ci conosciamo da tantissimi anni. Il futuro sposo e io eravamo in classe insieme alle elementari! E ancora adesso, quando ci vediamo, ci divertiamo sempre un sacco. Ecco perchè questa occasione merita il massimo impegno. La giornata di oggi sarà dedicata alla preparazione per domani. 
Primo livello: lavaggio macchina e pulizia dell'abitacolo. Secondo livello: controllo del look per domani. Ho comprato addirittura una cravatta, una camicia e un paio di scarpe eleganti. Mi serviva qualcosa di nuovo, perchè il mio guardaroba è abbastanza casual/sportivo. Molte magliette e paia di jeans, alcune polo e le immancabili felpe. Terzo livello: preparare tutti gli accessori che mi serviranno domani. Quindi, macchina fotografica, megafono e qualsiasi elemento utile al divertimento. Ultimo livello: andare a letto presto, perchè domani la sveglia è alle 7:30. L'addio al celibato è già stato celebrato e ne parlerò (forse...) in un altro post. 
Eh sì, i matrimoni sono bei momenti. C'è un sacco di bella gente, tutti sono contenti e soprattutto si mangia a volontà. E per domani è previsto sole. Meglio di così non si può!

venerdì 28 settembre 2012

Follia collettiva

Incredibile! Finalmente è uscito il nuovo iPhone 5! In realtà, la cosa mi lascia abbastanza indifferente... Però ogni volta che esce l'ultimo modello sembra che sia appena stato messo in vendita l'elisir dell'eterna giovinezza. Migliaia di persone si appostano, a orari da turno notturno in fabbrica, davanti agli Apple store per essere sicuri di comprare l'agognato telefono. Quando guardo le immagini al tg rimango impressionato. Posso capire che l'iPhone 5 sia talmente potente da assomigliare a una navetta spaziale e forse un giorno comprerò il modello che sarà disponibile in quel momento, non lo so. Però non capisco la necessità di mettersi in fila, di notte, per essere i primi a comprarlo... La maggior parte è composta da persone che hanno già il modello precedente, ma devono assolutamente avere anche questo, perchè "ne vale la pena"... Troppo forte il momento dell'ingresso nel negozio, con i vari addetti alle vendite che danno il cinque ai futuri possessori del melafonino. E poi adesso non c'è la crisi? Ovviamente, avere un iPhone è un segno distintivo, tutti i VIP ne hanno almeno uno. Chissà se rimarrà un cellulare qualsiasi anche per me, quando il mio povero Nokia (che ha cinque anni) mi abbandonerà...

venerdì 21 settembre 2012

Giro gratis al Pronto Soccorso

Il martedì, il giovedì e il sabato sono dedicati al basket. Mi piace divertirmi con i miei amici, soprattutto perchè siamo un bel gruppo. Così, tra un canestro, qualche tiro vietato da ogni manuale di basket e molte cavolate, ce la spassiamo sempre. Unico imprevisto: gli infortuni. Ieri sera mentre mi esibivo in una delle mie schiacciate, in rovesciata, partendo da dietro la linea del tiro libero (in realtà correvo/arrancavo verso la palla), mi sono insaccato il pollice sinistro. Niente di strano, se non fosse che questo dito era uno degli ultimi rimasti sani. Quindi un dolore allucinante. Ovviamente ho continuato a giocare. Tornato a casa, ho notato un leggerissimo gonfiore e un colore tra il viola e il nero... Nessun problema: ghiaccio e cerotto antinfiammatorio e si riparte. Esco. Verso mezzanotte, dato che il dolore non diminuiva, mi è venuto in mente quando due anni fa mi sono rotto due dita, sempre giocando a basket, che in apparenza erano a posto. Con la minaccia dell'ortopedico che un dito rotto non curato si calcifica da solo in modo sbagliato e a volte è necessario romperlo di nuovo (conosco persone a cui è successo), per sistemarlo correttamente. Per togliermi ogni dubbio ho fatto un salto al Pronto Soccorso. Fortunatamente era deserto, a parte gli operatori in servizio. Ho fatto un paio di lastre, convinto di avere il dito pronto per l'amputazione e invece niente. Tutto a posto! Quindi domani ancora e sempre basket! Per sicurezza meglio fare ancora qualche impacco di ghiaccio e spalmare qualche chilo (uso molte iperboli, lo ammetto) di pomata contro il gonfiore... Solo per precauzione, eh!

venerdì 14 settembre 2012

Legame indissolubile

Mentre pranzavo, ascoltavo il telegiornale e sono rimasto colpito da una notizia. In Argentina, nel 2005 un uomo ha regalato un cane meticcio, di nome Capitano, a suo figlio. Purtroppo, un anno dopo questo signore è morto e Capitano, perdendo probabilmente il suo maggior riferimento, ha cominciato a isolarsi sempre di più dalla sua famiglia, fino a scomparire nel nulla. Un giorno, mentre si trovava al cimitero presso la tomba del marito, la vedova ha ritrovato Capitano. Il custode ha spiegato alla donna incredula che dal 2007 Capitano viveva nel cimitero e che ogni giorno alle sei si recava davanti alla tomba del suo vecchio amico. Il fatto strano è che Capitano non conosceva il luogo in cui si trovava l'uomo, quindi era riuscito a trovarlo senza l'aiuto di nessuno. Dopo questo incontro totalmente inaspettato la moglie e il figlio sono riusciti a riportare a casa Capitano, ma solo per un breve periodo. Incapace di stare lontano dal suo vecchio padrone, Capitano è tornato al cimitero e ora vive lì, vicino al suo più grande amico.
Non è la prima volta che sento storie del genere: cani che rimangono fedeli per sempre ai loro amici umani  o che si sacrificano per loro. Qualche anno fa hanno girato anche un film (che non ho ancora visto, ma rimedierò presto e ne parlerò in un post futuro) sulla storia di Hachikō, un cane giapponese che è diventato un mito e a cui hanno dedicato una statua in memoria della sua straordinaria fedeltà nei confronti del padrone, Hidesaburō Ueno. 




venerdì 7 settembre 2012

L'età avanza...

Questo post è il risultato di quello che è appena successo. Ho confuso le rubriche e ho pubblicato oggi un post della rubrica Le sette note, prevista per domani. Quindi ho cancellato il post dal mio blog, per evitare confusione nella successione cronologica delle rubriche e lo ripubblicherò domani. Cinque di voi (superfan) avevano già letto il post prima che lo eliminassi, quindi oggi avranno doppia di dose. Mi sembra di sentire le vostre grida di gioia... Come quando un telefilm si interrompe prima di un momento cruciale e si deve aspettare la stagione successiva... Voi cinque avrete subito la nuova puntata. Lucky guys!!! 
Per continuare sull'onda delle cavolate, posto tre video fantastici... Prima una premessa. Dovete sapere che sono un fan della Gialappa's e che ho seguito Mai dire Gol dalla metà degli anni '90 in poi, anche quando è mutato in Mai dire martedì  e in altri nomi, mantenendo sempre il format classico e proponendo spin off come Mai dire Grande Fratello (in cui venivano proposti i momenti più demenziali dei reality...) e Mai dire Maik. Molti comici famosi si sono alternati all'interno del programma proponendo i loro sketch: Aldo, Giovanni e Giacomo, Fabio De Luigi, Paola Cortellesi, Claudio Bisio, Luciana Littizzetto, Maurizio Crozza, Luca e Paolo...
Nelle ultime stagioni venivano presentati anche alcuni Trailer di ipotetici film al limite del surreale, con attori e registi dai nomi strambi. Per maggiori informazioni provate a cercare Maccio Capatonda su Google. Quelli che posto sotto sono i miei preferiti...





venerdì 31 agosto 2012

I'm singing in the rain

Oggi è stato il penultimo giorno di lavoro come divulgatore di informazioni per l'azienda locale di cui vi parlavo nel post "Itaca". In queste due settimane il programma prevedeva alla mattina un punto informativo nei mercati dei Comuni della zona (a rotazione) e al pomeriggio in un centro commerciale. 
Finora era andata sempre bene, a parte qualche giorno di leggerissimo caldo, stile pomodorini alla Fantozzi, dovuto ai vari Lucifero, Caronte, ecc. 
Questa mattina è arrivata Beatrice... Immaginate la scena. Arriviamo nel Comune previsto per oggi. Controllo il cielo. Vedo poco sole e molte nuvole. Sollevo qualche dubbio relativo al tempo atmosferico e alla possibilità di pioggia e avanzo l'idea di andare al centro commerciale anche la mattina. La mia collega mi guarda come se fossi un marziano e mi dice che possiamo provare a rimanere, al massimo andiamo via dopo. Accetto a malincuore. Scarichiamo le macchine e ci dirigiamo verso la piazzola a nostra disposizione. Apriamo il gazebo, montiamo il desk, accendiamo i computer, prepariamo il materiale informativo e siamo pronti. Neanche il tempo di guardarsi intorno per controllare quanta gente c'è in giro e ha cominciato a piovere... Pioggia, freddo e una maglietta a maniche corte. Per due ore. Ovviamente siamo rimasti lì, perchè è un duro lavoro ma qualcuno deve farlo. Quando è uscito il sole le cose sono migliorate e ho accolto con gioia l'escursione termica di quindici gradi. Siamo rimasti ancora un pò poi siamo andati a pranzo.
Un'esperienza davvero formativa. Anche domani hanno messo pioggia. Che peccato essere tutto il giorno al centro commerciale...

venerdì 24 agosto 2012

I Tamerici Bed & Breakfast

Quest'anno, per cambiare tipo di vacanza, ho deciso di non andare al mare, ma alle terme, in un posto vicino a San Marino. In questo modo avrei avuto anche la possibilità di aggiornare la mia collezione di monete europee.
Dal momento che sarei stato quasi sempre in giro, ho cercato un bed & breakfast. Dato il periodo, non era facile trovare una sistemazione, ma sono stato decisamente fortunato.
Non sapevo cosa aspettarmi da un bed & breakfast, ma ai "Tamerici" mi sono trovato benissimo (dopo aver metabolizzato, piuttosto facilmente e velocemente, la salita su strada ghiaiata per raggiungerlo). La casa, perchè in un vero bed & breakfast si vive vicino/insieme ai proprietari (pur conservando la propria privacy), si trova su una collina, dalla quale è possibile vedere un paesaggio fantastico. Alla mattina facevo colazione sotto al portico, mangiando pane (fatto in casa), marmellata, nutella, biscotti... Tutto buonissimo! Le camere (con televisione e condizionatore) e il bagno erano molto belli (in particolare quest'ultimo in stile liberty) e puliti. I proprietari sono persone molto alla mano, gentili e disponibili. E poi ero vicino a tutto quello che mi interessava: le terme, il mare e San Marino, dove sono stato costretto a comprare la serie di euro in moneta, dopo aver tentato inutilmente di scambiarli in un negozio... Credo che ci tornerò perchè ai "Tamerici" hai la possibilità di mantenere la tua libertà senza vincoli di orario e al tempo stesso non ti manca niente. Se vi interessa c'è anche una pagina su Facebook... Questo post mi ricorda il marketing virale...


venerdì 10 agosto 2012

Il Giappone in primavera

A volte discuto con i miei amici, che mi accusano di non voler viaggiare, di essere troppo sedentario. Ma non è così. In realtà, non mi piace molto fare dei weekend frettolosi, perdere la pazienza a causa di file interminabili in autostrada. Nonostante questo sono andato spesso al mare in giornata (senza contare le estati in riviera appena diplomato e negli anni universitari) e forse proprio per questo ho maturato desideri di vacanza nuovi e diversi. 
Adesso penso spesso all'America e all'Australia, ma soprattutto al Giappone. Leggere manga da diversi anni mi ha dato la possibilità di avvicinarmi alla cultura orientale. Ho anche letto alcuni libri sui principi filosofici alla base del modo di vivere giapponese e sono rimasto molto colpito dal loro senso del dovere, dell'onore e del rispetto. Ma c'è una cosa che prima o poi dovrò assolutamente vedere, perchè è uno spettacolo magnifico: la fioritura dei ciliegi ("Sakura" in lingua originale). Questo fenomeno si verifica tra fine marzo e metà maggio (a seconda della zona) provocando lo spostamento di migliaia di giapponesi, che intendono onorare la tradizione dell'"Hanami", ovvero la contemplazione della fioritura degli alberi, soprattutto ciliegi. I loro fiori così delicati vengono considerati al tempo stesso simbolo della fragilità, della rinascita e della bellezza dell'esistenza. Posto alcune foto, così potrete dirmi se anche a voi è venuta voglia di vedere questa magia della natura.


venerdì 3 agosto 2012

I professori, questi (s)conosciuti

Benvenuti alla prima puntata della rubrica Miscellanea!

Gli anni delle superiori sono stati fantastici. Per me andare a scuola era un divertimento e di questo devo ringraziare, in particolare, i miei compagni di classe. Anche i professori non erano male.
Mentre scrivevo il post su Wilde, mi sono tornati in mente tre episodi che hanno avuto come protagonisti il sottoscritto e il mio prof. di italiano e storia. In tutti e tre sono rimasto fregato. 
Nel primo caso, dopo aver preso un 6 e mezzo in un tema (voto che non condividevo), ho chiesto spiegazioni al prof. Quest'ultimo ha riletto l'elaborato e ha pensato di premiare la mia richiesta abbasandomi il voto: 6-. 
La seconda volta ero più sicuro di me. Avevo appena terminato un'interrogazione orale ed ero convinto di meritare almeno 8, dal momento che avevo risposto a tutte le domande in modo corretto. Questo è stato più o meno il dialogo:
Prof: "Buona interrogazione, ti meriti un 7".
Io: "Come prof?! Almeno 8".
Prof: " In questo primo giro di interrogazioni il voto massimo che assegno è 7".
Io: "Ma se ieri ha dato 9 alla Pier Uga (nome di fantasia)!!!
Prof: " Non mi ricordo".
L'ultima occasione si è presentata all'esame di maturità, prova orale. Ero troppo carico. Il prof. mi lascia libero di scegliere l'argomento e io dichiaro solennemente che opto per Verga. A quel punto, lui esibisce la troll face migliore che io abbia mai visto e mi dice: "Molto bene, parlami del decadentismo". 
Gli anni più spensierati della mia vita. Ricordo ancora la sensazione di pura gioia che ho provato quando ho realizzato che non avrei mai più studiato matematica in vita mia...